di Antonio Gamboni

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Il Trianon sorge nel centro storico della città, in quel Largo oggi denominato Piazza Vincenzo Calenda, dal nome del magistrato che rinnovò Castel Capuano sede dei tribunali. Per lunghi anni il posto fu indicato con il toponimo Piazza Mura Greche per un'antica murazione i cui resti ancora oggi si vedono al suo centro.

Il Teatro, la cui costruzione risale al primo decennio del '900, fu inaugurato l' 8 dicembre del 1911. Ettore De Mura così ne ricorda l'apertura nella sua Enciclopedia della Canzone Napoletana: “Fu la compagnia di Eduardo Scarpetta, di cui facevano parte il figlio Vincenzo, Bianchina De Crescenzo, Della Rossa e la Perrella, ad inaugurare il teatro".

Ma perché fu chiamato Trianon? Forse per un richiamo a quel luogo di delizie, appunto il Trianon, che per volere di Louis XIV, re di Francia, fu annesso al parco della reggia di Versailles.

Foto dall'alto della Piazza con il Teatro oggi.

Sul lato destro si intravede lo sbocco della strada di Forcella (foto M. Pirone).

 

Molto bella ed ampia la sala arredata con comode poltrone rivestite da un velluto color rosso fiammante per i primi posti e poltroncine meno eleganti per i secondi posti e, come tutti i teatri del tempo, due file di palchi ed il loggione tutt'intorno.

Il vasto palcoscenico, dotato di moderne attrezzature, ben si prestava ad accogliere, compagnie di prosa, operette e riviste di prim'ordine. Sin dal gennaio del 1912, e per tutto il primo decennio, il Trianon diede vita a spettacoli di varietà nei quali si esibivano, a volte, oltre a cantanti di primo piano, anche tre o quattro vedettes per volta. Così il pubblico poteva godere, durante uno stesso spettacolo, oltre quanto previsto dal programma anche artisti come Gennaro Pasquariello, Elvira Donnarumma, Armando Gill e Fulvia Musette ai quali, dopo qualche settimana, subentravano Nicola Maldacea, Tecla Scarano, Diego Giannini e Gina De Chamery.

Armando Gill, Nicola Maldacea e Gennaro Pasquariello in tre caricature dell'epoca.

Un'attività ricca di avvenimenti artistici, iniziata da Amodio Salsi (impresario e proprietario del Teatro), continuò con Giuseppe De Simone e Gennaro De Falco; tale periodo fu anche pieno di soddisfazioni finanziarie.

Per essere in linea con i tempi e con quanto avveniva anche in altre strutture teatrali, per più di una volta la sua platea fu trasformata in pista per ospitare il circo equestre, allineando sul palcoscenico le poltrone sottratte alla platea. Poi vi fu la Grande Guerra ed iniziò una fase calante del tono dei programmi.

Intanto un nemico del teatro faceva passi da gigante: il cinematografo.

E fu così che nel 1923 iniziarono quelle matinée con spettacoli misti di prosa, varietà e cinema. Il pubblico di queste lunghe mattinate era formato in massima parte da gente semplice e di poche pretese, proveniente dai quartieri più popolari di Napoli e dalla provincia. Questi avventori erano soliti portare al seguito, custodito nelle tasche della giacca, un cartoccetto contenente colazioni a base di frittatine, zeppole, panzarotti e palle di riso. Alle bibite, invece, ci pensava il gassosaro che, al grido di "gassose, chi beve!" percorreva, anche durante lo spettacolo, i corridoi della platea stappando bottigline a destra e a manca. Si ha notizia che nel 1925, questi lunghi spettacoli iniziavano alle dieci del mattino e terminavano addirittura alle diciotto per lasciare il palcoscenico allo spettacolo serale durante il quale si esibiva la compagnia di Mimì Maggio o la “Cafiero-Fumo”, allora particolarmente in auge per un nuovo tipo di spettacolo: la sceneggiata. Un varietà, tanto per lasciar la bocca buona, concludeva la serata.

  

Programma del Cinema-Teatro Trianon del 1925 sul quale è ben evidenziato che gli spettacoli

hanno luogo dalle dieci del mattino alla mezzanotte, con entrata continua (coll. A. Gamboni).

Non pochi attori, e non pochi cantanti, si sono  formati sulle tavole del palcoscenico del Trianon, raggiungendo grande notorietà; ma neanche pochi furono quelli che conclusero qui la loro meravigliosa carriera artistica.

Per  l'avvenire, il Trianon ospitò anche molte audizioni delle Piedigrotte, con orchestre dirette da valenti Maestri quali Enrico Cannio, Ernesto Tagliaferri, Salvatore Capaldo, Vincenzo Cunzo, Salvatore Martinelli ed altri.

Ma ancora una volta le attività del nostro teatro dovevano essere interrotte dal rombo del cannone.

Nel 1940 la struttura fu acquistata da un tal Gaetano Cuccurullo il quale, nel 1949, la trasformò in sala cinematografica cambiandogli anche il nome in "Cinema Splendore".

La facciata del Teatro dopo la trasformazione in cinematografo.

Il film in programmazione è un western del 1939.

(da E. De Mura, Enciclopedia della Canzone Napoletana, 1969)

Ed ora, mi sia consentito un piccolo ricordo personale.

Siamo nel 1955, frequentavo la seconda media ed abitavo in via Carbonara, non lontano dal Cinema Splendore. In quel periodo veniva pubblicizzata una nuova forma di spettacolo cinematografico, il Cinemascope, e allo Splendore si proiettava proprio un film girato con questa nuova tecnica, ed a colori.

A soddisfare la mia curiosità ci pensò il padre di un mio compagno di scuola che, una sera dopo aver fatto i compiti, mi volle ospite a cinema con i suoi figli.

La pellicola in programmazione era davvero spettacolare; il titolo? "Lo scudo dei Falworth", un film "di amore, di onore e di gloria" con Tony Curtis e Janet Leigh. Fu, quella, davvero una serata indimenticabile.

La locandina originale del film "Lo scudo dei Falworth"  del 1954 (da sito istituzionale).

Tornando alla gestione del Trianon, con il passare degli anni il livello del cinema volgeva in fase sempre più calante, finché un pronipote omonimo del precedente, ha voluto riportare la struttura all'antica condizione di teatro, sia nello stile che nel nome cui è stato aggiunto "Viviani" a ricordo del grande attore e commediografo napoletano Raffaele Viviani.

Inaugurato il 7 dicembre 2002, dall'aprile del 2006 il "Trianon - Viviani" è divenuto un teatro pubblico della Regione Campania e della Provincia di Napoli, sotto la direzione del valente Nino D’Angelo.

È notizia di questi giorni il pignoramento del teatro per debiti. Noi facciamo i migliori auguri al Direttore ed al personale tutto affinché la cosa si risolva al meglio ed il pubblico napoletano possa di nuovo occupare le rosse poltrone per assistere a quegli spettacoli che fanno parte della nostra cultura.

 

La facciata del Teatro oggi (foto A. Gamboni).

   

L'ingresso del Teatro con la scala che porta alla platea (foto M. Pirone).

Il palcoscenico del Teatro allestito per una sceneggiata (foto M. Pirone).

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