Il chiosco di acquafrescaio di don Armando, era posto all’angolo del bel largo Ferrandina (Napoli) a poca distanza dalla elegante Via dei Mille. La signora Sisina, sua moglie, si occupava della clientela spicciola servendo bibite in bottiglia, qualche caffè e preparando la buonissima e dolce orzata o la rossa ed aspra amarena.

Le due bibite, dal costo modesto di 15 lire a bicchiere, erano poste in capaci contenitori di vetro dotati di un rubinetto per la loro erogazione. A coloro che volevano una bibita speciale anche se un po’ più cara, la signora proponeva il prestigioso “americano”, nato da una felice intuizione del marito mescolando orzata, amarena, succo di limone ed aggiungendo una furtiva punta di bicarbonato che conferiva al prodotto una naturale effervescenza. Insomma il lavoro dell’acquafrescaio era  ben condotto e con  incassi soddisfacenti.  Ma don Armando, animato dal  sacro fuoco degli affari,

di  Luigi Fiorentino

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Caratteristico chiosco di acquafrescaio molto simile a quello di don Armando. Quello della foto si trovava  in via Alessandro Poerio dinanzi la "Sala Iride", il primo cinematografo in muratura di Napoli inaugurato con grande sfarzo il 25 settembre 1901 (foto coll. A. Gamboni).

Il chiosco di acquafrescaio di don Armando, era posto all’angolo del bel largo Ferrandina (Napoli) a poca distanza dalla elegante Via dei Mille. La signora Sisina, sua moglie, si occupava della clientela spicciola servendo bibite in bottiglia, qualche caffè e preparando la buonissima e dolce orzata o la rossa ed aspra amarena.

Le due bibite, dal costo modesto di 15 lire a bicchiere, erano poste in capaci contenitori di vetro dotati di un rubinetto per la loro erogazione. A coloro che volevano una bibita speciale anche se un po’ più cara, la signora proponeva il prestigioso “americano”, nato da una felice intuizione del marito mescolando orzata, amarena, succo di limone ed aggiungendo una furtiva punta di bicarbonato che conferiva al prodotto una naturale effervescenza. Insomma il lavoro dell’acquafrescaio era  ben condotto e con  incassi soddisfacenti.

Ma don Armando, animato dal  sacro fuoco degli affari, praticava anche altre piccole attività: smercio di sigarette di contrabbando, piccoli prestiti con interessi ragionevoli, acquisto e vendita di oggettini d’oro nonché di quadri d’autore. Tra questi ultimi le opere del famoso Giuseppe Casciaro, conosciuto pittore napoletano morto nel 1941. Tuttavia non erano pochi tra i clienti di don Armando e gli artigiani della zona, che nutrivano forti dubbi circa l’autenticità di queste tele.

Mio cugino Peppino, affermato consulente del lavoro con studio al nobile palazzo D’Avalos, ne era ottimo ed assiduo cliente e si fidava ciecamente della genuinità dei quadri proposti dall’acquaiuolo. Forse sarà stata la fedeltà di cliente di Peppino, il motivo per cui il nostro esimio commerciante gli volle fare omaggio di due biglietti per una prima al cinema Arlecchino di Via Alabardieri, dove peraltro svolgeva l’attività pomeridiana di maschera.

Il film inaugurava in quell’ottobre del 1959,  la nuova stagione cinematografica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Locandina del film "Vacanze d'inverno

La pellicola programmata era  "Vacanzed’inverno”, a suo dire, un filmone molto divertente ed anche un poco piccante. In quell’occasione fui fortunato, in quanto lavorando nel suo studio come aiutante, fui invitato ad accompagnarlo al cinema in quella che potremmo definire con ironia, “una scappatella”. Come d’abitudine, la proiezione del film venne preceduta da una serie di pubblicità mentre in sala, una luce soffusa consentiva al giovanotto la vendita delle caratteristiche bomboniere Algida. Quindi fu la volta del cinegiornale “Settimana Incom”. Finalmente, le luci si spensero e iniziò la sospirata proiezione del film in technicolor “Vacanze d’inverno”. Il cast tecnico di prima categoria: regia C. Mastrocinque, sceneggiatura Sonego-Mastrocinque-Biancoli, scenografia M. Chiari, musiche del maestro A. Trovaioli. Gli attori rappresentati da un cast internazionale di grande livello e sicuramente tra i migliori del tempo: A. Sordi irresistibile, V. De Sica nel ruolo di portiere d’hotel, E. Rossi Drago affascinante e misteriosa nella parte della contessa Paola, e poi C. Kaufmann, M. Morgan, R. Salvatori, G. Marchal, P. Crossoy e tantissimi attori di secondo piano inseriti in maniera perfetta. Il felliniano G. Calì qui zio Carlo, R. Marchi il commendatore con i grandi ciglioni che recitavano per lui, l’eterno giovanotto G. Meynier, G. Partanna specializzato in ruoli alberghieri di cameriere, maitre, direttore di night club qui promosso direttore di Grand Hotel. Da segnalare infine il nostrano Enzo Turco nel ruolo di segretario del commendatore, abbigliato in maniera eccentrica e spiritosa.

Il film incassò 650 milioni di lire, un’enormità considerando che un impiegato ne guadagnava 20.000 con gli straordinari.

Le due ore di spettacolo passarono velocemente ed in assoluto divertimento. 

Il folto pubblico partecipò con interesse alle vicende dei personaggi, che si svolgevano nella magica atmosfera raffinata e

 tentatrice del Grand Hotel Miramonti di Cortina d’Ampezzo, perla delle Dolomiti.

Spartito per canto e pianoforte di "Piove", canzone vincitrice

del 9° Festival di Sanremo (coll. A. Gamboni).

L’anno successivo, il 1960, sarà invece l’anno del boom. Tutti incominceranno a lavorare e le industrie a produrre. Gli elettrodomestici riempiranno le case anche se acquistati a rate. Il neologismo “motorizzazione” spiegherà perché le strade saranno piene di auto. Di riflesso il mensile “4 ruote” diventerà la Bibbia degli automobilisti. Si vestirà Facis mentre l’uso del sapone Lux, quello di 9 stelle su 10, farà sentire le signore italiane un po’ holliwoodiane.

Intanto alla radio un simpatico italo-americano di nome Mike Bongiorno importerà dagli USA un nuovo modo di fare pubblicità imbonendo i radio ascoltatori ad usare i prodotti Oreal. Piano piano, scopriremo gioie e dolori del consumismo che potremo curare con Cynar, contro il logorio della vita moderna. In agosto si aprirà a Roma l’edizione memorabile della XVII Olimpiade che tante soddisfazioni darà agli atleti italiani. Anche sulla scia della pubblicità di questo evento gli stranieri scopriranno le bellezze del bel paese. Tedeschi, francesi, inglesi ed americani riempiranno le più belle località italiane. Anche gl’italiani cominceranno a pensare alle vacanze e si apriranno nuove agenzie di viaggio. Lavorare in questo settore diventerà simbolo di abilità e capacità professionale.

Anche per me il 1960, fu l’anno della svolta. Trovai finalmente un impiego fisso e sicuro che, per la sua banalità, abbandonai dopo un po’ di tempo per dedicarmi al turismo, lavoro pieno di rischio e sacrificio ma così interessante e seducente da amarlo tutta la vita. E chissà che questa scelta così importante per il mio futuro, non sia stata ispirata da quel bel film che parlava di vacanze, grand hotel e gente altolocata.

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