di Antonio Gamboni

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Archivio Storico del Banco di Napoli: fede di deposito di 60 ducati emessa in Napoli il 23 dicembre 1569 a favore di Federico Tomaselli. È il più antico documento del genere conservato presso l'Archivio (foto M. Pirone).

Le origini della Fede di Credito risalgono ai depositi irregolari di danaro che si effettuavano presso il Sacro Monte di Pietà, fondato nel 1539 da alcuni gentiluomini con lo scopo di concedere prestiti gratuiti su pegno a persone bisognose. Essa era un titolo nominativo rilasciato dai banchi pubblici napoletani che attestava l'avvenuto deposito di danaro da parte di Enti o privati e, emessa per somme superiori a 10 ducati, circolava mediante "girata". Per questo motivo testimoniava il trasferimento di valuta a volte a seguito di una condizione che ne sospendeva il pagamento finché il beneficiario non avesse dimostrato l'adempimento  del patto. Per lungo tempo la Fede di Credito conservò la sua funzione di surrogato della moneta, in quanto si rivelò un titolo necessario e molto utile in un regime monetario metallico (la cartamoneta ancora non esisteva) permettendo movimenti di grosse somme di danaro.

In virtù di questa sua funzione, la Fede di Credito ebbe diverse garanzie e privilegi che le furono accordati nel tempo dai vari regnanti in modo da riscuotere la massima fiducia da parte del pubblico. Pertanto il titolo, avendo validità di atto pubblico, poteva essere esibito quale documento probatorio in liti o controversie nei Tribunali.

Fu all'inizio del secolo XIX che la fede fu totalmente equiparata al danaro contante.

La Fede di Credito nel tempo assunse aspetti diversi. In principio il documento veniva redatto su carta con impresso un bollo a secco che riproduceva l'emblema del Banco emittente; poi, sempre manoscritto e fino al 1748, il titolo fu arricchito con particolari arabeschi. Allo scopo di prevenire eventuali falsificazioni, dal 1760 le fedi furono munite di bollo ad olio. Dopo l'unità d'Italia, il loro l'aspetto esteriore migliorò notevolmente nella veste grafica.

Fede di Credito emessa dal Banco del Popolo il 17 dicembre 1739 di 200 ducati a favore di Donato della Peruta. (Archivio Storico del Banco di Napoli).

Fede di Credito di 41 ducati e 40 grana emessa dal Banco delle Due Sicilie il 3 ottobre 1855 a favore di Diego Bonghi. (Archivio Storico del Banco di Napoli).

Fede di Credito emessa il 6 ottobre 1881 dal Banco di Napoli - Cassa di Pietà

a favore del procuratore Generale di Napoli per Lire 114,92 (coll. A. Gamboni).

Seguendo lo schema sottostante, descriviamo l'emissione e la riscossione di una Fede di Credito. Il cliente che intendeva effettuare un deposito per farne una fede di credito si recava alla cassa del Banco preferito. Qui l'addetto registrava il nome e la somma da versare in alcuni libri contabili (squarcio, introiti particolari e introiti generali) e passava i dati al fedista  il quale, sulle indicazioni ricevute, compilava il titolo di credito e lo passava al cassiere. Questi di suo pugno annotava in calce al titolo la dicitura "sono ducati xxx" e firmava. Poi un aiutante del fedista apponeva il bollo a secco del Banco e, finalmente, la fede di credito poteva essere consegnata al cliente.

Di contro, un cliente che desiderava riscuotere una Fede di Credito si recava all'Ufficio Ruota del Banco emittente con il titolo e lo consegnava all'ufficiale addetto alla Pandetta, un grande libro nel quale erano annotati tutti i conti dei clienti. L'ufficiale, trovato il numero di conto del titolare lo annotava sulla fede che passava al pandettario, un impiegato con funzioni notarili il quale, dopo aver verificato l'autenticità del titolo e l'adempimento delle eventuali condizioni prescritte, inviava la fede con il suo visto al Libro Maggiore. L'impiegato addetto, a sua volta, dopo aver riscontrato se sul conto c'era "capienza" ovvero copertura, effettuava l'addebito e scriveva "bona" sulla fede ritornandola al pandettario. Se non venivano riscontrate irregolarità, quest'ultimo annotava sul titolo "pagate ducati xxx" e lo passava al portiere della ruota per la consegna al cassiere per la liquidazione al cliente. Chiuso il ciclo, la fede di credito, annullata con due freghi, veniva letteralmente "infilzata" con uno spago munito di punteruolo.

 

 

Archivio Storico del Banco di Napoli: filze di fedi di credito.

Si noti nell'immagine a sinistra la lunga filza sospesa al soffitto.

Sopra, particolare della filza poggiata sul tavolo

relativa al bimestre "settebre [sic] - ottobre 1638" (foto M. Pirone).

Riferimento bibliografico: L'Archivio Storico del Banco di Napoli, 1972

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